Anche tu sogni di vivere in Spagna? È molto usuale incontrare tante persone con questo desiderio. Il paese di Cervantes ha un clima molto piacevole, un gran numero di monumenti storici, molta cultura e gastronomia, nonché opportunità di studiare in grandi università con buone infrastrutture. Ma, prima di tutto, per emigrare in un nuovo Paese, è importante fare un piano dettagliato e prepararsi molto bene.

Noi di Viviallestero.com, parliamo sempre della Spagna e di come sia la vita qui, la qualità, lo stile, gli usi e i costumi, questa volta invece vi parleremo di quelli che secondo noi sono i 5 lati negativi del vivere in Spagna. Quindi, se vuoi vivere in Spagna, e desideri avere una visione completa della vita nel Paese di consigliamo di continuare a leggere, ma anche di approfondire l’argomento con la nostra guida completa “Trasferirsi in Spagna”.

Come sicuramente saprete la nostra agenzia aiuta da moltissimi anni Italiani che desiderano sperimentare una nuova avventura all’estero, e a parte scoprire tutti i nostri pacchetti qui, Pacchetti trasferimento all’estero potete anche ascoltare testimonianze di Italiani che hanno coronato il loro sogno di trasferimento anche grazie al nostro aiuto. Per esempio potete  ascoltare la testimonianza di Nicole.

Spagna dove

I lati negativi del vivere in Spagna

Ottenere i documenti per lavorare in Spagna

Iniziamo dunque con il primo lato negativo di trasferirsi in Spagna. Non si tratta di un vero e proprio lato negativo, ma della difficoltà di ottenere la regolare documentazione per poter lavorare e risiedere in Spagna. Innanzi tutto i cittadini europei non hanno bisogno di un Visto per risiedere e lavorare qui, non solo, gli accordi europei e con i paesi dello spazio Schengen sono chiari, si puó lavorare e risiedere su suolo spagnolo per un massimo di 90 giorni possedendo un documento di identitá valido. La legge dunque dice che non è necessario passare attraverso il processo generale di immigrazione (lungo e noioso) per ottenere un permesso di soggiorno o un visto. La realtà dei fatti però non è così, e non solo nelle piú importanti città di Spagna come Barcellona e Madrid, ma anche nelle località turistiche dove spesso i lavori stagionali fanno da padrone nelle liste delle offerte lavorative per stranieri.  Quindi, in realtà, è necessario intraprendere un ulteriore passo legale e soddisfare alcuni requisiti per poter davvero lavorare in Spagna. Il primo documento da richiedere è il NIE (Número de identidad de extranjero), per richiederlo effettivamente serve solo un documento di identità valido, compilare i moduli di registrazione e pagare una tassa di pochi euro. Il problema peró nasce quando si cerca di ottenere l’appuntamento per presentarsi a richiederlo. Ecco giá parliamo di settimane, a volte mesi e c’è di più, in ogni comunitá autonoma le procedure per ottenere questo documento sono differenti, quindi ti raccomandiamo di fare molte ricerche in base alla città da te prescelta prima di intraprendere questo iter burocratico. Intanto se vuoi informazioni su come ottenere il NIE a Valencia leggi qui

Gli animali in Spagna

Circa 60.000 animali vengono utilizzati nei mesi estivi come intrattenimento principale nelle feste popolari di molte città della Spagna. Oltre alle corride, le strade, le piazze e i campi di questi comuni sono luoghi di corse di tori, tori con le corna infuocati, caroselli di pony, combattimenti di oche… Ma gli spagnoli sono davvero particolarmente crudeli con gli animali?

Indipendentemente dal fatto che siamo appassionati o meno della tauromachia, è indiscutibile che la corrida fa parte del patrimonio storico e culturale del popolo spagnolo: in tutto il mondo è vista come un segno distintivo della cultura spagnola. È stato legalmente dichiarato che la corrida (l’insieme delle attività artistiche e produttive, compreso l’allevamento e la selezione del toro da combattimento, che confluiscono nella corrida moderna) è un’espressione rilevante della cultura tradizionale del popolo spagnolo, fa parte del loro Patrimonio Culturale Immateriale.  Inoltre, l’allevamento del toro da corrida permette al pascolo di sopravvivere come spazio naturale protetto per il mantenimento della biodiversità, la prevenzione della desertificazione e la conservazione della flora e della fauna autoctone. A questi indiscutibili valori ecologici si aggiungono quelli economici. La corrida è un’attività professionale legittima, nutre molte famiglie, fornisce molti soldi alle casse pubbliche, in termini di IVA e di canone di gestione delle Piazze pubbliche. Contrariamente a quanto alcuni sostengono, la corrida non riceve alcun sussidio diretto (a differenza di quanto accade, ad esempio, con il cinema, il teatro, la musica, la danza o il circo).

È evidente che un ipotetico divieto della corrida significherebbe anche la scomparsa della specie del toro da corrida; secondo il veterinario Sáez Egaña, “l’unico contributo originale della Spagna alla zootecnia universale”. Senza la corrida, insomma il toro non morirebbe nelle piazze perché, puramente e semplicemente, non avrebbe la possibilità di nascere. Queste sono le argomentazioni che in qualche modo legittimano la conservazione di questa tradizione, se volete conoscere la nostra opinione a riguardo e approfondire questo tema, vi invitiamo a leggere “siamo contrari alla corrida”. 

Ecologia

Secondo un recente rapporto di Ecovalia, l’associazione professionale spagnola per la produzione biologica, “il consumo biologico ha raggiunto i 2.856 milioni di euro nel 2022 in Spagna, rispetto ai 2.752 milioni di euro registrati nel 2021”. Un dato che riflette il crescente interesse dei consumatori verso questa tipologia di prodotti dalla chiara componente sostenibile. Per essi, infatti, ogni abitante spende in media 60 euro all’anno, una cifra inferiore a quella di altri paesi vicini, come la Francia, ma che ribadisce che siamo di fronte a una tendenza inarrestabile. La Spagna è in testa alla classifica mondiale nella produzione biologica, come confermato dal Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione. Con 2.635.442 ettari dedicati a questo tipo di produzione, che rappresentano oltre il 10% della superficie agricola utile.  Tutto molto bello e anche molto vero, ma notizie non altrettanto positive riguardano la raccolta dei rifiuti. Nell’Unione Europea i rifiuti hanno smesso da tempo di essere considerati spazzatura: l’obiettivo è garantire che essi seguano un processo circolare in modo che possano essere riutilizzati più e più volte come materia prima nella fabbricazione di nuovi prodotti.  In Spagna però quasi la metà dei rifiuti domestici continua a finire in discarica, secondo i dati del Ministero per la Transizione Ecologica. L’analisi del viaggio di 10 prodotti di uso quotidiano dopo essere stati gettati nella spazzatura mostra le incongruenze di un sistema di riciclo in cui quasi la metà dei rifiuti finisce comunque in discarica. Per approfondire il complesso mondo dei rifiuti, hanno analizzato 10 oggetti di uso quotidiano attraverso quattro fasi chiave: la loro progettazione e produzione, il recupero dei rifiuti, il loro riciclo e il loro utilizzo come nuova materia prima. Ad esempio il gruppo Tetra Pak, alcuni di questi contenitori non possono essere riciclati perché costituiti da più strati di cartone, plastica e alluminio difficili da separare: viene riciclato il cartone, ma non la miscela di plastica e alluminio, che viene inviata in discarica o all’inceneritore. 
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Testimonianza Mery

La televisione Spagnola

Il primo aspetto che vogliamo analizzare della televisione spagnola riguarda l’inizio, assai tardivo, della prima serata. Da tempo si parla della necessità di anticiparla di almeno un’ora per dare più tempo ai telespettatori di dormire. Infatti la critica principale riguarda l’ora in cui finisce. Le obiezioni al prime time sono iniziate quando diverse autorità, poi la stampa e infine il pubblico (soprattutto attraverso i social media) si sono allarmati per quanto tardi le persone andassero a letto dopo aver visto i loro programmi preferiti e come non dormissero abbastanza per svegliarsi ben riposate il giorno dopo.  Oltre questo aspetto, quello che viene spesso criticato è la qualità del prodotto televisivo e la poca scelta tra i programmi di intrattenimento. Effettivamente la televisione Nazionale gratuita, più che proporre soap opera, reality e talk show non fa. In Spagna, è normale che le soap durino quasi due ore e ne vengano trasmesse, nei diversi canali, almeno tre differenti al giorno, inoltre per la competizione, i reality show durano tre ore e mezza, occupando non solo la prima serata, ma anche gran parte della seconda serata (12:30-2:30) per valorizzare la media di share.  Infine se dobbiamo parlare dei talk show la maggior parte sono dedicati a temi di costume, a gossip e personaggi famosi tra cui i Reali. Non esiste una fascia oraria dedicata all’educazione, paragonabile per esempio alla nostra Rai Edu, o programmi come i nostri di grande esito Superquark e Ulisse. Ma va anche detto che un leggero miglioramento almeno in questa direzione è stato intrapreso da alcune emittenti che hanno iniziato a trasmettere programmi di interesse turistico e culturale facendo scoprire, agli stessi spagnoli, paesaggi, villaggi e cittadine poco conosciute ma davvero ricche di storia e cultura. A tal  proposito e se non potete guardare questi programmi vi invitiamo a leggere il  nostro articolo sulle 15 spiagge più belle di Spagna.
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Inferiori prospettive lavorative rispetto al Nord Europa

Come abbiamo spesso detto, chi sceglie di trasferirsi in Spagna lo fa per la qualità di vita di questo paese e non per le prospettive lavorative o di crescita professionale; in effetti i paesi nordici rimangono, in Europa, la mecca delle possibilità lavorative, dei buoni stipendi e della crescita professionale. Gli imprenditori spagnoli sono consapevoli della complessità del momento: l‘aumento dei prezzi, l’inasprimento della politica monetaria o le tensioni geopolitiche si riflettono nelle loro prospettive economiche, che mantengono l’atteggiamento cauto dello scorso anno. Ma, nonostante l’incertezza del contesto, sono determinati a crescere sostenuti dalla trasformazione delle loro organizzazioni. Lo dimostra la 19a edizione di Perspectivas España 2023, preparata da KPMG in collaborazione con CEOE sulla base delle opinioni di oltre 1.100 imprenditori e manager spagnoli. Mentre cercano di mitigare gli effetti di sfide immediate come l’inflazione, la crisi energetica o l’indebolimento dell’economia sulle loro attività, le aziende spagnole si impegnano a portare avanti con decisione la loro trasformazione a medio e lungo termine: la digitalizzazione e la sostenibilità occupano un posto di rilievo nella piani di investimento e agende aziendali, concepiti come driver di trasformazione. La promozione di questi processi porta con sé una nuova sfida, quella di attrarre e trattenere i talenti. Gli imprenditori condividono la difficoltà di incorporare le capacità e le competenze di cui hanno bisogno nelle loro organizzazioni e riconoscono che la carenza di talenti rappresenta un rischio per i loro obiettivi di crescita aziendale. In questo difficile contesto, l’intensa attività legislativa degli ultimi anni insieme allo svolgimento delle elezioni locali, regionali e generali nei prossimi mesi sono percepiti come fattori che accrescono l’incertezza e richiedono una valutazione del loro impatto sulla struttura aziendale. A questo punto potrebbe interessarti controllare le offerte di lavoro in Spagna o concultare la nostra guida sui  5 settori lavorativi che offrono più lavoro in Spagna.

Conclusioni

Come dicevamo ad inizio articolo, siamo soliti parlare sempre molto bene della Spagna, dello stile di vita di questo paese, dei suoi usi e costumi e dell’alta qualità di vita; d’altra parte però sappiamo anche che il paradiso in terra non esiste e che ogni paese ha alcuni problemi o caratteristiche negative e speriamo quindi di essere riusciti nell’intento di descrivere e più oggettivamente questo che per noi è e rimane un paese fantastico dove vivere. Se anche tu vuoi trasferirti in Spagna, ma non sai in che città, questo è il nostro servizio che vi aiuta a capire quale città spagnola possa fare di più al vostro caso e come organizzare il trasferimento.