Se si scrive sulla barra di ricerca di Google “i parigini”, la terza opzione suggerita dal motore di ricerca é “i parigini sono antipatici”.

Dopo quasi 9 mesi di vita qui devo ammettere che non sono totalmente contro questa affermazione.

Insomma, i parigini non sono rinomati a livello mondiale per essere dei focosi amanti, sempre in orario, dediti al lavoro ,amanti della natura o fedeli compagni di vita, bensì per essere un po’ dei rompicazzo menosi.

I parigini sono antipatici

I parigini sono antipatici

Questa definizione, si badi bene, non può essere estesa al resto della Francia, in quanto Parigi é nazione a parte, isola grigia e individualista, messa all’angolo di un paese dove esistono ancora chilometri quadrati di campagna abitati solo da mucche e cavalli.

Immaginate quindi cosa possa venire fuori se uniamo questi simpatici personaggi ad un’ambiente ostile a tutti gli esseri viventi  meno i topi e le zanzare, un non-luogo in cui sono in vigore regole non scritte ma rigorosamente rispettate : la metropolitana.

Il parigino tipico cammina a passo svelto, sempre. Movimento comprensibile nel momento in cui si é in ritardo verso l’ufficio, si deve andare a prendere i bambini a scuola, sta chiudendo il supermercato, la posta, la banca, quando si ha estrema necessità di trovare una toilette, ma sempre?! Perché una persona normale dovrebbe camminare SEMPRE come se fosse strafatta di eccitanti? I ritmi frenetici di questa vita moderna potrebbero scusare , in parte, questo irritante modo di camminare, e della velocità di marcia della gente non mi frega più di tanto, se non fosse che per strada si diventa vittime di questa inspiegabile frenesia.

E’ praticamente vietato camminare sui marciapiedi a passo normale, in quanto gli altri passanti, innervositi, cominciano a zigzagare intorno a te cercando una via di fuga che gli permetta di correre via! verso nuove avventure. Il comportamento del francese parigino diventa quasi insopportabile e di livello demenziale una volta che si entra in metro.

Qui una parte di loro, generalmente maschile, sembra che insieme al timbro del biglietto inizi un conto alla rovescia che li obblighi a correre, scattare, “vite vite vite j’ai pas du temps à perdre”. Non si risparmiano nemmeno sulle scale, anzi, aumentano la loro velocità fino ad arrivare a scendere i gradini tre a tre (mentre IO trattengo il fiato nella paura di vederli cadere di faccia).

Una volta arrivati sulla banchina, neanche Parigi é immune alla sindrome del “devo entrare prima io”, ovvero l’incapacità di lasciare effettivamente scendere prima di salire. Ciò provoca una sorta di scontro imprescindibile e il lancio di varie imprecazioni soprattutto quando ti trovi davanti la fantastica “poussette” (aka passeggino) che una madre parigina doc ti spinge dritto sulle caviglie nel tentativo di occupare per prima il vagone.

Saliti in metro, la possibilità che un parigino ceda il posto a un anziano/donna incinta/cieco/etc é calcolabile in millesimi, tipo 0.000009 % . Il posto in metro é sacro, si conquista con un misto di rapidità, riflessi pronti ed equilibrio. La cosa si evolve nel momento in cui si é seduti sugli “strapontini (sedili ribaltabili posti nella zona della metro in cui normalmente si sta in piedi) , e un fiume di gente si erge sulla banchina di Saint Lazare pronta ad essere inghiottita.  Qui il parigino, stoico e inflessibile, piuttosto di alzarsi e lasciare spazio agli altri costringe i passeggeri ad evitarlo come se stessero sorpassando una pozzanghera. Egli infatti giammai mollerebbe il proprio sedile!

Il parigino poi é un tipo molto schizzinoso : arrivano a rischiare la vita surfando sul vagone in cerca di equilibrio piuttosto che attaccarsi agli appositi sostegni.

Diciamo che ogni volta é uno spasso andare in metro!

PS: questo post é stato concepito anche grazie a questo simpatico e veritiero video

di “La ferme Jerome” !

http://www.youtube.com/watch?v=_rBZCs5UL2A

Eleonora