Raffaella chiede a tutti voi un parere su un aspetto cruciale: cambiare vita a 50 anni è ancora possibile? L’Italia le sta sempre più stretta e vorrebbe andare a vivere all’estero, però la paura è tanto. Andiamo a leggere la toccante lettera che ci ha inviato.

Cambiare vita e trasferirsi all’estero a 50 anni

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e, a volte, più che un mare c’è un oceano, come nel mio caso. Ho 50 anni, sono separata, ho un figlio adulto indipendente, ho un lavoro precario che mi fa inacidire il sangue ogni mattina che apro gli occhi e non ho più i genitori da seguire da vicino. Quindi…cosa mi tiene qui in Italia? L’oceano.

Capire dove e come trovare lavoro all’estero

L’Italia purtroppo è una nazione che ti invecchia. No, non sto parlando delle rughe che ti fa venire sulla fronte, ma parlo del subdolo lavaggio del cervello per cui ti fanno credere che una volta che hai superato i 30 anni (soprattutto se sei di sesso femminile), a livello lavorativo non sei più buona a nulla. Sei da scartare e da lasciare appesa al filo del “se fai la brava potresti trovare un lavoro di M (scusate il francesismo) da precaria”.

Quindi balena sempre di più nella mia mente l’idea di mollare tutto e andarmene. Però quando faccio questo tipo di pensieri tutta la sicurezza che cerco di infondere negli altri, magicamente scompare. Quando si parla di me stessa l’oceano torna più prepotente che mai.

Che offerte di lavoro all’estero ci possono essere per donne che hanno già compiuto i 30 anni?

Dentro di me so che posso fare tante cose, non ho nessun problema fisico, ho ottime esperienze lavorative, l’inglese non è più “fresco”, ma posso rispolverarlo. Cosa mi manca? Niente, ma ripeto, anni di Italia mi hanno azzerato l’autostima solo per colpa del passare degli anni, come se invecchiare fosse una malattia debellante. Che poi mi chiedo…se mi consideri così vecchia da non poter lavorare, perché non anticipi l’età pensionabile?

Comunque sia, non voglio vivere una vita di rimpianti. Seguo Stefano Piergiovanni sul suo account Instagram che mi ha infuso tanta sicurezza e mi ha fatto capire che un mondo diverso dall’Italia esiste. Quindi mi sono presa esattamente 6 mesi per colmare le mie lacune linguistiche e a novembre di quest’anno mi trasferirò a Valencia con il loro pacchetto per persone singole. Sì, perché in tutto questo sono sola e voglio affrontare questo passo da sola.

Ho paura di trasferirmi in una nuova città e una nuova nazione dopo i 50 anni?

Certamente sì.

Tr a Valencia con la famiglia MFEE Bannerino

Ho paura di rimanere ferma e perdere sempre di più la dignità che questo folle paese mi sta togliendo di giorno in giorno?

Sì, molta!

Ho qualcosa da perdere nel tentare “fortuna” da un’altra parte?

No, non ho niente da perdere e voglio trasferirmi in una nazione dove ciò che ottengo non sarà per fortuna o perché mi viene concesso come un favore, ma perché me lo merito.

Cosa mi spinge a fare un passo del genere?

Seguire e parlare con persone come Stefano Piergiovanni. L’ho conosciuto per puro caso su Youtube con questo video che era proprio ciò che stavo cercando. Da lì poi ho iniziato a seguirlo su Instagram e non ho più smesso di guardare ogni suo video pubblicato. È bello vedere che ci sono italiani che vivono all’estero e che cercano di dare una mano a coloro che hanno bisogno di aiuto.

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Mi auguro seriamente di scrivervi un nuovo post dopo che mi sono sistemata con casa e lavoro in quel di Valencia. Fate ogni tipo di scongiuro per me, anche se so che andrà tutto bene perché lo desidero con ogni parte del mio corpo.

 

Voglio che l’oceano che divide il dire e il fare diventi un piccolo stagno da saltare facilmente.

 

Un saluto dalla vostra Raffaella.