Ciao a tutti carissimi lettori di Viviallestero.com, sono Giulia Flora Clori (su Youtube conosciuta come “The Italo-Norwegian Queen”) e oggi vi parlo delle 5 cose particolari che un’italiana nota vivendo in Norvegia.

Sono una ragazza italiana che vive dal 2012 in Norvegia e dal 2014 racconto della mia vita in Norvegia sul web: dalla cultura, allo stile di vita scandinavo, video-lezioni di norvegese e tanto altro! In questo articolo però condividerò con voi 5 particolarità (assurde o non, a voi la libera interpretazione) che ho incontrato nel corso di questi anni vivendo in questa magica terra del Nord.

Klar, ferdig… GÅ!

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1) La prima particolarità che ho notato è quella che ho potuto vivere in prima persona, ovvero la scuola. In Norvegia, le scuole iniziano verso la metà di agosto e terminano a metà giugno, dal lunedì al venerdì. Nel corso dell’anno scolastico si hanno più vacanze a differenza delle scuole italiane. Per esempio, hanno le “vinterferie” (vacanze invernali) e le “høstferie” (vacanze autunnali): una settimana di vacanza in cui è tipico andare a sciare insieme alla propria famiglia ed amici, sorseggiare una buona cioccolata calda e dormire nelle proprie hytte (cabina di montagna). Per non parlare poi dei compiti delle vacanze che non sanno nemmeno cosa siano! Quando si hanno le vacanze estive, invernali o qualsiasi altra festività, non si assegnano compiti da svolgere a casa. Gli insegnanti si possono chiamare tranquillamente per nome, si può dare del “tu” ai professori e tutto il materiale scolastico (libri, quaderni, penne, matite, ecc…) te le fornisce la scuola stessa senza pagare niente e la ricreazione dura 30 minuti. Le sorprese ovviamente non finiscono qui: nelle scuole superiori e nelle università gli studenti ricevono lo stipendio dallo Stato. Questo è perché qui hanno il concetto che tutti devono avere la possibilità studiare e avere un diploma e/o laurea. Non vi è venuta già la voglia di studiare in Norvegia?!

Giulia in Norvegia

2) La seconda particolarità bizzarra (utilizzo questo aggettivo perché in Italia una cosa simile è lontanamente impensabile) è quella di lasciare i propri figli di 6, 7 o anche 10 anni andare a scuola da soli. Ebbene sì, tutti i giorni mi capita di vedere bambini piccoli a piedi oppure dirigersi verso il bus per poi raggiungere la scuola da soli senza la presenza di un adulto. Fortunatamente il tasso di criminalità e pedofilia in Norvegia è talmente bassa che è come se non esistesse e quindi il popolo norvegese tende molto a fidarsi l’uno dell’altro.

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3) Parlando ancora della fortuna che hanno gli adolescenti in Norvegia, fino ai 18 anni il dentista non si paga. Esatto, avete letto bene! I dentisti sono gratuiti fino al compimento dei 18 anni, le spese le copre tutto lo Stato norvegese.

Norvegia neve

4) Ricollegandomi alla frase “i norvegesi si fidano molto l’uno dell’altro”, un’altra particolarità è quella che la maggior parte dei norvegesi non chiudono mai a chiave la porta di casa. È assurdo pensare che non chiudano a chiave le loro porte di casa ma è anche bello che ci sia ancora l’atmosfera in cui tutti si fidano degli altri, valore che al giorno d’oggi purtroppo si perso…

5) Quinta e ultima particolarità la voglio dedicare a tutti i papà. Si parla molte volte della maternità e… lo sapevate che la Norvegia è stata la prima nazione ad aver istituito la paternità? In pratica, i papà possono usufruire un anno di congedo con 46 settimane pagate al 100% oppure 56 settimane pagate all’80%. Ciò è dovuto dal fatto che la Norvegia è un paese che combatte molto per la parità dei sessi.

 

Queste sono alcune delle tante particolarità che ho notato vivendo in Norvegia tutti questi anni. Voi ne conoscevate qualcuna? Se è sì, qual è quella che vi ha sorpresi di più?

Se state prendendo in considerazione l’idea di trasferirvi in Norvegia, vi informazioni che la nazione norvegese si piazza in sesta posizione nella classifica delle migliori nazioni dell’Unione Europea dove trasferirsi con la famiglia.

Un ringraziamento speciale al fondatore di Viviallestero.com, Stefano Piergiovanni, per avermi dato l’opportunità di poter condividere questo mio articolo riguardo la Norvegia sul suo sito web.