Oggi abbiamo il piacere di parlare con il nostro amico Antonio, uno dei tanti ragazzi italiani che è riuscito a crearsi un lavoro da un’idea…ma ovviamente ci è riuscito fuori dal nostro paese. Diamogli il benvenuto e leggiamo cosa ha da raccontarci.

Ciao Antonio, parlaci un po’ di te iniziando dal motivo per cui hai lasciato l’Italia.

La mia non è una storia di coraggio di uno che parte all’avventura, anzi non mi vergogno di dire che, quando a 17 anni mia madre mi portò via dall’Italia, passai i primi 3 mesi a piangere. Solo con il tempo ho capito il grande regalo che mi aveva fatto. Allora non si parlava di crisi, ma mia mamma capì che così facendo mi avrebbe aperto molte porte. La mia fu una scelta obbligata, per questo stimo molto chi lo fa al giorno d’oggi.

Un italiano che ha creato un business a londra

Un italiano che ha creato un business a Londra

Di che città sei?

In Italia abitavo in provincia di Milano.

Quando hai lasciato l’Italia avevi già un lavoro o sei partito all’avanscoperta?

Avevo 17 anni, non avevo mai lavorato e ho continuato gli studi in Inghilterra. Arrivato qui ho fatto il traduttore, poi il venditore ed infine sono riuscito a mettermi in proprio, fondando Eurocurriculum.com, una ditta di traduzione di CV in inglese per aiutare i professionisti Italiani ad entrare nel mondo del lavoro all’estero.

Come mai tua madre ha scelto il Regno Unito per te?

Semplice,  ha capito che qui avrei potuto avere un buon futuro. E siamo partiti.

Com’era il tuo inglese prima di partire?

Il mio inglese scolastico era buono. Avevo sette in pagella, se non ricordo male. Arrivato qui, capii che… non capivo niente! La comprensione è forse la cosa più difficile all’inizio, dopodichè subentra la paura di sbagliare quando si parla. Una volta superata questa, è fatta.

Quali secondo te sono gli aspetti positivi, nel settore lavorativo e nella tua vita privata, che qui trovi mentre in Italia no?

Torno spesso in Italia. Quello che trovo qui è meritocrazia, diplomazia. Rispetto per gli altri (a volte è ipocrisia? Sicuramente, ma si vive meglio). Purtroppo quello che salta all’occhio in Italia è che vige la legge del più prepotente.

Nella vita privata sto molto bene qui, anche se Londra è davvero grande e, quindi, dispersiva.

E cosa ti manca dell’Italia?

Mi manca il sole, il cibo, gli amici. Non avendo mai lavorato in Italia, non ho metro di paragone, ma le storie che sento fanno accapponare la pelle. Mi manca l’Italia di 15 anni fa, di quando a 17 anni il mio piccolo mondo mi bastava. Adesso i ragazzi devono guardare avanti già da quell’età.

Insomma, vivo all’estero ma faccio il tifo per l’Italia: spero sempre che un giorno si riprenderà e credo che sarà proprio grazie a chi ha vissuto all’estero e ritorna, insieme con le nuove generazioni.

Grazie mille Antonio per aver condiviso la tua esperienza con noi. Siamo sicuri che servirà a molti dei nostri lettori…soprattutto la scelta coraggiosa di tua madre potrà essere una spinta forte per chi ha dei figli giovani.