Abbiamo il piacere con Greta, ragazza che, non soddisfatta della sua vita in Italia, ha deciso di cambiare tutto. Così decide di trasferirsi all’altro angolo del mondo, ad Auckland, in Nuova Zelanda. 

E’ una ragazza con le idee molto chiare e ce lo fa capire anche a fine intervista quando dice “Basta stare a lamentarsi della crisi, dei politici, della mancanza di lavoro, dell’aumento della benzina. Smettetela di lamentarvi. Se non vi piace la vostra vita fate la valigia e partite!”

Intervista a Greta, ragazza italiana in Nuova Zelanda

 

Ciao Greta, siamo molto curiosi di conoscerti un po’ più da “vicino”, vedere una ragazza così giovane che si trasferisce da sola al lato opposto del globo non è cosa di tutti i giorni. Parlaci di te, iniziamo dal solito “Perche’ hai deciso di lasciare l’Italia?”

“Per noia” vale come risposta? Ero stufa del mio lavoro monotono e ripetitivo, che ho svolto per ben 10 anni. Avevo un mutuo da pagare, che mi ha sempre frenato, benchè fosse già un paio d’anni che pensavo di cambiare vita. Il mio sogno era viaggiare. In realtà è un anno che sono all’estero, ma viaggi ne ho fatti ben pochi!

 

Di che cittá sei?

Nata a Domodossola, ho vissuto per 12 anni a Genova. Da un anno sono ad Auckland. Tutti mi dicevano: “che coraggio a partire da sola, andare dall’altra parte del mondo senza conoscere nessuno”. Per me è stato molto più coraggioso trasferirmi a Genova quando avevo 19 anni!

 

Quando hai lasciato l’Italia avevi giá un lavoro o sei partita all’avanscoperta?

Non solo non avevo un lavoro, ma non avevo neanche la minima idea di quello che mi sarebbe piaciuto fare. Il mio vecchio lavoro (Bingo) non mi aveva lasciato nessuna competenza specifica utile per il futuro, era come se non avessi alcuna esperienza da scrivere sul mio curriculum!

Ho fatto il visto, prenotato l’aereo, prenotato l’ostello e via! Prima di partire per la Nuova Zelanda, ho cercato su vari social e forum italiani altre persone nella mia situazione. Abbiamo iniziato a scriverci quando ero ancora in Italia, e appena atterrata ci siamo incontrati di persona. Dopo qualche settimana, mi sono resa conto che frequentare italiani in Nuova Zelanda (e, aggiungiamo noi, non soltanto li)non era esattamente una mossa azzeccata. Se parli italiano tutto il giorno, l’inglese quando lo impari? Per me integrarsi è fondamentale! Come fai a capire altre culture e il paese che ti ospita, se in realtà è come se vivessi in una succursale italiana?

Ho abitato per 5 mesi in un ostello, dormendo in un dormitorio misto con 8 letti. Non perché non potessi permettermi una camera in appartamento, ma solo perché l’ostello era divertente! C’era sempre qualcuno con cui parlare, uscire, fare qualcosa. La maggior parte della gente andava e veniva, però una decina di noi è stata li per mesi ed era un po’ come essere una famiglia! E quando la tua famiglia e i tuoi amici veri sono a 18mila km di distanza, basta veramente poco per legarsi agli altri!

Per la ricerca del lavoro mi sono affidata a internet. Di solito chi viene in Nuova Zelanda con un working holiday visa, lavora nell’hospitality ossia bar e ristoranti. Io mi ero fissata che volevo fare la commessa! Ci ho messo 2 mesi a trovare lavoro! Mentre i miei amici trovavano lavoro nel giro di una settimana! È stato veramente un brutto periodo quello, perché non solo non trovavo lavoro, ma non mi chiamavano neppure per fare dei colloqui! Dopo due mesi ho trovato come commessa, ma non ero contenta. Mi sono presentata un giorno in una pizzeria, pensando di dover fare una prova come cameriera, e invece ora mi ritrovo a fare la pizzaiola!

 

Cosa ti ha spinto a scegliere la così lontana Nuova Zelanda? 

Sono finita qua per caso. Il mio obiettivo era inizialmente il Canada, seguito da Australia. Ho visto che era possibile avere il WHV anche per la NZ, così ho detto: ma sì, andiamo! Volevo andare prima in NZ per imparare meglio l’inglese e poi avere delle opportunità migliori in Australia, invece cosa è successo? Mi hanno offerto un visto lavorativo qua, così ho rinunciato all’Australia e sono rimasta.

 

Com’era il tuo inglese prima di partire?

Mi sono diplomata in un liceo linguistico e me la cavavo piuttosto bene con l’inglese… per essere italiana! Si perché a detta degli stranieri, noi italiani siamo delle capre con le lingue! Ed è vero! Sono partita tutta fiera del mio inglese e quando sono arrivata qua, mi sono resa conto di non capire niente. Beh l’inglese dei kiwi è un po’ una lingua a parte, ma in generale facevo fatica a capire chiunque. I tedeschi sono bravissimi con l’inglese. Dev’essere il metodo di insegnamento che influisce tanto. In Italia si studia tanta grammatica, ma conversazione poca. A che mi serve sapere a memoria tutti i verbi irregolari, se poi non riesco a mettere insieme una frase, oppure se la metto insieme e non mi capiscono perché ho una pronuncia incomprensibile? Ragazzi studiate! Studiate tanto inglese a scuola!! Ora, dopo un anno, va molto meglio, il segreto sta nel cercare di NON PARLARE ITALIANO e frequentare i locali/madrelingua piuttosto che altri stranieri  come noi.

 

 

Quali secondo te sono gli aspetti positivi, nel settore lavorativo e nella tua vita privata, che qui trovi mentre in Italia no?

Gli stipendi e gli affitti sono a settimana, trovo sia molto più semplice gestire i soldi in questo modo piuttosto che nell’arco del mese. Dicono che la crisi sia arrivata anche in Nuova Zelanda, ma io non la vedo. Probabilmente prima stavano molto meglio, ma la situazione attuale è comunque molto buona rispetto alla nostra. Si cambia lavoro con facilità, non si rimane fossilizzati in un posto (che magari non ci piace) solo perché abbiamo bisogno di uno stipendio. Cambiare lavoro è molto facile e la cosa stupefacente, a mio avviso, è che in fase di colloquio è possibile discutere il proprio stipendio e guadagnare un po’ di più in pochi mesi grazie alla propria esperienza e alle proprie abilità. Lo stile di vita qua è molto più rilassato, la gente è più cordiale e amichevole (almeno sembra), meno pressione e meno stress. Dicono che la Nuova Zelanda sia il paese perfetto per crescere i propri figli, se siete persone amanti della mondanità avete sbagliato paese. Troppo tranquillo e un po’ noioso. Io non ho ancora capito se voglio avere un futuro qua, o se sto solo vivendo una tappa transitoria. Se siete amanti della natura, in questo paese trovate pane per i vostri denti!

 

E c’è qualcosa che ti manca del nostro paese?

In questo momento su Facebook vedo foto di gente in vacanza, le mie spiagge liguri, gli aperitivi, le discoteche. Mi mancano queste cose. Il mangiare è  scontato, però dopo un po’ non ci fai neppure più tanto caso. Mi manca poter fare un weekend saltando su un aereo low cost. Le cose qui sono diverse, se sei in Nuova Zelanda, stai in Nuova Zelanda! Il paese più vicino è l’Australia, a 4 ore di viaggio! Le spiagge sono bellissime e selvagge, ma le spiagge italiane sono social. L’aperitivo non sanno cosa sia, qua sono più cultori del bere che del mangiare, alle 5 del pomeriggio si svuotano gli uffici e si riempiono i pub, ma si tratta solo di bere! Le discoteche ci sono anche qua, ma niente a che vedere con l’Europa. I locali sono piccoli e di solito semi vuoti, i dj famosi fin qua non ci arrivano a suonare e la musica che si trova da queste parti non è che sia proprio all’avanguardia. Mi manca la guida a sinistra e certi giorni mi sento proprio sulla parte sbagliata della strada e ho paura di finire contromano perché mi sento confusa! Comunque più che l’Italia nello specifico, mi manca l’Europa in generale.

 

Cosa consiglieresti a chi vuole seguire i tuoi passi?

Basta stare a lamentarsi della crisi, dei politici, della mancanza di lavoro, dell’aumento della benzina. Smettetela di lamentarvi. Se non vi piace la vostra vita, se non vi piace il vostro lavoro, se avete anche solo un piccolissimo dubbio che potreste stare meglio da un’altra parte, fate le valige e andate a scoprire se è vero! Trovate la vostra strada, ma se non iniziate a cercarla, non la raggiungerete mai!

E’ stato un vero piacere parlare con te, Greta. Ti ringraziamo a nome nostro e a nome di tutti i nostri lettori.

Piacere mio, vi aspetto in Nuova Zelanda!