Vi presentiamo un nuovo blog di una ragazza italiana che ama vivere in giro per il mondo. Il suo nome è Sara, ha 29 anni e la sua caratteristica principale è quella di non voler fermarsi mai troppo tempo nello stesso luogo. Questo “diario” servirà a chi vuole trovare il modo di dare una “sferzata” alla propria vita. Quindi seguiamo con attenzione il nuovo blog dal titolo: Sara, italiana che vive in giro per il mondo.

Il Blog di Sara, italiana che vive in giro per il mondoBuondì!

Mi chiamo Sara, ho 29 anni e in questi giorni compio il decimo anno fuori dal nido materno. Per festeggiare l’anniversario, ho pensato bene di andarmene dall’altra parte del mondo; uno di quei viaggi che sai quando iniziano però non quando, come e se finiscono.

La mia prossima fermata sarà in Australia: inglese come lingua ufficiale, buon clima e visto “facile”.

Personalmente ho ben chiaro che in Italia, almeno per un po’, non ci voglio vivere. È bellissima, si mangia divinamente, ma, pur avendo vissuto tra Nord, Sud e Centro, non mi sento mai del tutto “a casa”.

A dirla tutta non è la prima volta fuori dall’Italia, fino ad adesso sono stata in Portogallo, Repubblica Dominicana e Spagna; per motivi di studio il primo, di lavoro le atre due.

Chi più, chi meno, ma tutti almeno una volta nella vita abbiamo detto: “Basta, mollo tutto e me ne vado dall’altra parte del mondo!”.

Bene, io sono dalla parte dei “chi più”, ho sempre detto: “Quando non avrò niente da perdere parto”, ma se poi questa condizione di “nullatenenza” non si presentasse mai?

Sarò stata fortunata, ma in ogni fase della mia vita ho sempre avuto qualcosa da perdere, che mi frenava dal prendere questa scelta.

Perché la scelta è sempre difficile, ancora di più se hai in programma di firmare un contratto a tempo indeterminato ed andare a convivere, quindi che tacessero per sempre tutti quelli che mi hanno detto: “Va beh, ma tu sei abituata” “Va beh, ma ti va bene, tu sei pazza” “Va beh, alla peggio torni” e via dicendo.

In realtà stai lasciando un equilibrio per andare verso l’ignoto e, magari, trovarti peggio! E se torni, sei sicuro di trovare tutto come l’hai lasciato?

Fino ad un mese fa avevo il mio equilibrio in quella che è, a mio avviso, senza dubbio, una delle città europee con la miglior qualità di vita: Barcellona.

Erano anni che le promettevo che un giorno avrei ceduto al suo fascino, poi nell’autunno 2012, un po’ per caso, un po’ per gioco, è arrivata l’occasione.

Apparentemente avevo tutto, ma, in realtà, c’era un tarlo che mi continuava a scavare nel cervello, la cosiddetta espinita, una voce che mi diceva che dovevo spingermi un po’ di più.

Complice anche la famigerata, la nemica generazionale, la protagonista indiscussa di ogni conversazione, dai tg ai bar del paese: la stronzissima crisi.

La crisi è una cappa in cui vengono intrappolati il mio entusiasmo e i miei stimoli.

La crisi ti fa credere che devi ringraziare se lavori il doppio e guadagni la metà.

La crisi ti fa passare qualsiasi pretesa di fare carriera e di costruire qualcosa, è un safari, non sai come muoverti e se ti vogliono mangiare.

Magari un giorno la situazione si sbloccherà e gli sforzi saranno ripagati, ma, nel frattempo, prima di diventare un automa da ufficio, ho deciso che è ora di togliere tarli e spine!

Non ti penti di quello che è fatto, ma di quello che non fai.

PS. Come sono arrivata oltre confine:

– Portogallo: Progetto Erasmus

– Repubblica Dominicana: risposta ad un annuncio di lavoro apparso sul portale Eures

– Spagna: tramite candidatura spontanea il primo lavoro, risposta ad un’inserzione su Infojobs.net il secondo.

PPS. Ora parto alla scoperta!