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Nel 1970 in Italia il virus cinese fece 13 milioni di contagiati e 5 mila morti.

 

Sono Stefano Piergiovanni, ideatore ed amministratore di Viviallestero.com, sito col quale ho aiutato tanti italiani a trasferirsi e a trovare lavoro all’estero. Dal settembre 2009 offro consulenze (leggi qui) e pubblico offerte di lavoro (leggi qui) per migliorare la mobilità degli italiani in giro per il mondo. Ultimamente concentro molto del mio tempo ad analizzare come il coronavirus ha modificato le nostre vite e le nostre abitudini. 

Oltre a capire come questo virus incida in maniera “diretta”, cerco anche di studiare come sta incidendo “indirettamente” attraverso il panico che ha creato negli ultimi giorno (giustificato o non giustificato che sia).

Proprio per quanto riguarda il panico creato dal coronavirus volevo farvi questa domanda: sapevate che nell’inverno tra il 1969 ed il 1970 in Italia il virus chiamato “virus cinese” o “spaziale” contagiò più di 13 milioni di italiani causando anche la morte di 5.000 (cinquemila) italiani? Immagino che non lo sapevate ed è anche normale che sia così perché nessuno ne parla e nessuno ne parlava nemmeno quando il virus era in circolo. Qui di seguito vi ripropongo il video originale dell’istituto Luce dove si parla del virus nato ad Hong Kong ben un anno e mezzo prima dell’arrivo in Italia. Nessun allarmismo, nessun supermercato vuoto, nessun crollo in borsa, nessuna cancellazione turistica. Allora mi chiedo: perché oggi è stato creato tutto questo caos?

 

Guarda il video dell’Istituto Luce:

Il testo del video: “E adesso una domanda, che cosa ci ha portato il natale? Le solite cose: festoni colorati, pioggia e influenza. Una vera epidemia 13 milioni di italiani a letto; un italiano su 4 e 5 mila sono passati a miglior vita. Le strade, le fabbriche, gli uffici ed i mercati si sono mezzi svuotati. A riempirsi sono stati gli ospedali doppi letti dunque anche se le cliniche sono sempre le stesse. Quando Mao starnuta, dice un proverbio inglese coniato da poco, il mondo si ammala infatti l’epidemia di quest’inverno è nata a Hong Kong nel luglio del 68 un anno e mezzo fa ha impiegato 18 mesi per arrivare in Italia, ma in compenso ci ha accolti del tutto impreparati. Adesso che è quasi passata, risalita al nord e ha varcato le alpi possiamo fare il bilancio negativo senz’altro. L’influenza non è pericolosa? E chi lo dice! Non bastano sciroppi e supposte, gocce ed iniezioni che vengono dopo occorre fermare il virus prima che arrivi. Ma come? Col vaccino che c’è in qualche paese fuori Italia è stato distribuito tenuto conto che il ceppo dell’influenza è quasi sempre lo stesso prevenire insomma non soltanto reprimere. Senza contare il pericolo di ricadute staremo a vedere fra due anni fra tre il girotondo ricomincia pensiamoci in tempo!”