In questo articolo vi parleremo della problematica degli alloggi a Valencia che da qualche periodo ha colpito questa città.
In tutti i nostri post, e sì sono molti, in cui abbiamo parlato della cittá di Valencia, abbiamo affrontato svariate tematiche, tutte mirate a raccontare la realtà che noi espatriati viviamo in questa meravigliosa cittá. Come sicuramente saprete noi siamo qui in pianta stabile da 8 anni, qualcuno in più considerando i membri dello staff, e abbiamo vissuto sulla nostra pelle tutti i cambiamenti, sia positivi che negativi, che una cittá in evoluzione costante ha e vive tuttora. La nostra guida dedicata al trasferimento a Valencia, offre una serie di consigli e suggerimenti su come affrontare al meglio un passo cosí entusiasmante, ma anche delicato e complesso.
In seguito vi abbiamo raccontato quali siano i migliori e i peggiori quartieri della cittá dove cercare casa, proprio per aiutarvi nella scelta cercando di spiegare le caratteristiche peculiari di ogni barrio in modo che ognino, con gusti, preferenze e budget diversi, abbia a disposizione alcuni elementi in piú per farsi un’idea e scegliere.
Abbiamo poi tirato le somme, su quanti soldi realmente servono per vivere a Valencia partendo dall’esperienza di un singolo che arriva in cittá e cerca principalmente un alloggio condiviso. Questa scelta é stata fatta non solo perché la maggior parte delle richieste che ci arrivano sono da parte di questa tipologia di expat, ma anche perché, con l’evoluzione del mercato immobiliare, affittare un alloggio intero a Valencia è diventato quasi impossibile e non solo per gli stranieri, ma anche per gli stessi valenciani. Abbiamo quindi deciso di raccontare cosa sta succedendo, cercando di spiegare al meglio la problematica degli alloggi a Valencia.
La crisi degli affitti a Valencia
Come ne parla anche
Stefano Piergiovanni, titolare dell’agenzia
Viviallestero.com, sui suoi account
Instagram e
Tiktok, al giorno d’oggi trovare un appartamento in affitto a Valencia è diventata una
missione impossibile per molti. In diversi quartieri della città, l’offerta è praticamente inesistente e i prezzi sono saliti a tal punto da essere irraggiungibili. Basta entrare in un qualsiasi portale immobiliare per iniziare l’odissea: abitare in un piano terra di 32 metri quadrati in zona Botanic, che i proprietari propongono come loft, costa già 600 euro, mentre se qualcuno aspira a un appartamento un poco più grande di 72 metri quadrati ad Aragon, dovrà pagare più di 1.000 euro. Non è necessario essere in centro per trovare affitti di 900 euro in media in quartieri periferici come Benicalap o Malilla. Questi sono solo alcuni degli esempi delle offerte che ormai sono sul mercato e che confermano l’aumento dei prezzi in tutte le zone della città, colpendo anche le case più piccole che sono già a prezzi d’oro.
Questa dura realtà complica non solo l’emancipazione dei più giovani, ma anche la possibilità di molte famiglie di avere un proprio progetto di vita. Acquistare una casa per molti è una possibilità remota a causa dell’impossibilità di risparmiare, e l’affitto sembrava l’alternativa migliore. Nemmeno adesso. Ciò che le agenzie immobiliari stanno rilevando è la rinascita degli appartamenti condivisi tra famiglie, e persino delle stanze. Siamo nell’era moderna, ma i giovani non possono pensare da soli a un progetto di vita e sono costretti a condividere le stanze perché non possono farsi carico dell’affitto di un immobile completo, avverte Nora García, presidente dell‘Associazione Immobiliare della Comunità Valenciana (Asicval). “C’è molto stress e disperazione nel trovare una casa in questo momento, e non c’è offerta e i prezzi sono alle stelle”, lamenta. Rapporti recenti come l’ultimo della Cattedra dell’Osservatorio dell’edilizia abitativa dell’Università Politecnica di Valencia (UPV), corrispondente al primo trimestre del 2023, mostrano anche la pressione del mercato nella capitale valenciana. Nei primi tre mesi di quest’anno i prezzi sono aumentati in media del 7% rispetto all’ultimo trimestre del 2022. Tuttavia, l’aumento è più brusco rispetto al 2019, con un incremento del 59%. In questo modo, l’affitto mensile a Valencia è in media di 1.495,10 euro rispetto ai 938 pagati tre anni fa o ai 1.092 euro del 2021.
Il prezzo degli alloggi è uno dei principali problemi che affligge l’intero Paese e, quindi, la Comunità Valenciana. A questo problema si aggiunge l‘aumento degli affitti turistici, che provoca la bolla immobiliare in tutto il territorio valenciano. La Comunità Valenciana è la seconda regione autonoma dove gli affitti turistici sono aumentati di più in Spagna, fino al 19% nell’ultimo anno, tra febbraio 2023 e febbraio 2024, con un totale di 59.413 alloggi, secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE). Nonostante si tratti di un problema diffuso in tutto il Paese, non vi è stata ancora alcuna azione da parte del governo centrale. In Spagna, le case turistiche sono aumentate del 9,2% nell’ultimo anno, per un totale di 351.389 appartamenti. Questi appartamenti rappresentano l’1,33% del totale delle abitazioni nel territorio spagnolo, cifre che superano i dati dell’anno precedente nello stesso periodo di tempo, che raggiunse l’1,29% con un totale di 340.424 abitazioni.
I fattori che influenzano il mercato degli affitti
L’incertezza giuridica e la paura dei proprietari di affittare i propri immobili provocano, tra gli altri fattori, una diminuzione dell’offerta e un aumento della domanda e dei prezzi. Negli ultimi anni, e ancor più dall’inizio della pandemia, si è ripetuta la tendenza per cui i proprietari decidono di ritirare i propri immobili dal mercato, riducendo così l’offerta e aumentando i prezzi. L’assessore all’Edilizia di Valencia, Isabel Lozano, spiega che questo fenomeno si verifica per diversi fattori: paura di non essere pagati o di occupazioni, incertezza riguardo alla nuova legge statale sull’edilizia abitativa o semplice bisogno di denaro dei proprietari.
Il mercato degli affitti a Valencia si trova in una situazione sempre più delicata. Il prezzo medio di una casa nella capitale del Turia è attualmente superiore a 10 euro m²/mese, un prezzo che è aumentato di oltre il 17% nell’ultimo anno. Se parliamo di prezzi mensili, il prezzo medio è di 1.070€/mese. Questo aumento dei prezzi è dovuto principalmente alla diminuzione dell’offerta e all’aumento esorbitante della domanda.
Secondo il COAPI, il Collegio degli Agenti Immobiliari, gli appartamenti in affitto a Valencia durano appena poche ore sul mercato e il 50% dei consumatori cerca di affittare perché i prezzi di acquisto sono molto alti, e ancora di più in un contesto inflazionistico. Per ridurre la domanda di locazione, Vicente Díez, vicepresidente della COAPI di Valencia, ritiene essenziale ridurre la tassazione sugli acquisti, attualmente al 10% nella Comunità Valenciana, o offrire più agevolazioni a chi si trova nel limite dell’acquisto. Ulteriori misure per aumentare l’offerta includono promuovere la costruzione di alloggi su suolo pubblico e incoraggiare i promotori di terreni privati a destinarli al mercato degli affitti. Díez afferma che la Generalitat sta adottando misure in questo senso ma che ci vorranno anni perché abbiano effetto.
Nel caso della capitale del Turia, dove le statistiche indicano fino a 600 nuovi appartamenti turistici nell’ultimo mese, secondo i dati di Visit Valencia, inizieranno ad essere attuate le prime misure. María José Catalá, sindaco di Valencia, ha annunciato che nella prossima sessione plenaria verrà approvata “la sospensione precauzionale per un anno delle licenze per nuovi appartamenti turistici”.
L’obiettivo principale di questo nuovo provvedimento che dovrebbe essere approvato a Valencia è, secondo il sindaco, realizzare una buona regolarizzazione e prevenire la proliferazione di questo fenomeno che colpisce tutte le grandi città, lasciando il tempo di vedere se il Ministero della L’edilizia abitativa costituisce un quadro comune a tutta la Spagna, perché questo non è un problema solo di Valencia, ma di tutte le città che hanno un notevole afflusso turistico. Il Comune di Valencia ha lanciato quattro squadre di ispezione di appartamenti turistici, che in questi mesi hanno effettuato 197 ispezioni, con un incremento dell’820% rispetto all’anno precedente, e sono stati emessi 160 ordini di chiusura. Un’altra delle misure che Catalá ha annunciato per questa mancanza di controllo turistico in città è la sospensione delle mega navi da crociera che arrivano a Valencia a partire dal 2026: «Da quell’anno in poi non arriveranno più città galleggianti. Rimarranno le navi da crociera più piccole, di altro profilo, che ovviamente generano ricchezza in città.
Le iniziative del comune di Valencia
Nella situazione attuale, quelle più necessarie sono le misure a breve termine, e a Valencia il Comune ha lanciato il programma REVIURE tre anni fa. L’assessore all’Edilizia spiega che, attraverso questo programma, il Comune stesso affitta le case a piccoli proprietari e le subaffitta a prezzi accessibili. Tuttavia, questa misura non ha avuto il successo sperato, visto che nel corso del 2022 sono entrate solo 15 case.
Secondo i portali immobiliari, attualmente a Valencia ci sono circa 1.000 appartamenti in affitto, una cifra bassa rispetto agli anni precedenti, quando in media ce n’erano dai 3.000 ai 5.000 disponibili in città. Le misure a breve termine non funzionano come previsto e la costruzione del verde pubblico richiede tempo per essere avviata, quindi le previsioni per i prossimi anni non sono affatto promettenti.
In ‘Hoy por Hoy Locos por Valencia’ parliamo con Nora García Donet, recentemente rieletta presidente dell’Associazione delle società immobiliari della Comunità Valenciana (Asicval). Valencia, secondo García, è una capitale molto tesa. C’è pochissima offerta per soddisfare la domanda di alloggi in affitto, è un problema drammatico. Nonostante sia una città più economica di Madrid, Barcellona o San Sebastián, i prezzi attuali sono aumentati molto rispetto a quelli esistenti prima della pandemia. L’opposizione critica il Comune di Valencia per la sua “inerzia” di fronte all’aumento degli affitti turistici. Sandra Gómez, portavoce del gruppo socialista, ha annunciato nei giorni scorsi che nel mese di aprile la città aveva aggiunto 600 nuovi appartamenti turistici e che già a marzo riferivano che in meno di un anno l’offerta di questo tipo era salita alle stelle di 40 %, con 3.297 appartamenti abusivi. Inoltre, erano aumentati con una maggiore incidenza nei quartieri con famiglie di lavoratori, come Benicalap o La Zaidía.
Con l’annuncio di queste prime misure, il settore della locazione turistica ha comunicato le sue prime criticità. Il presidente dell’Associazione Valenciana degli Alloggi in Affitto a Breve Termine, Eric Sanjaime, ha criticato il fatto che Catalá non si sia incontrata prima con il settore per cercare soluzioni reali e con la chiara intenzione di danneggiarlo per favorire altri interessi. La moratoria va estesa a qualsiasi tipo di attività turistica, anche ai progetti alberghieri in corso e che comportino cambiamenti d’uso di interi edifici, perché il turismo non sono solo le residenze turistiche, ma anche gli alberghi, i locali ricreativi e di ristorazione o crociere.
Soluzioni e prospettive future
La Comunità Valenciana, dopo le Isole Baleari e le Isole Canarie, è la terza comunità preferita dagli stranieri per acquistare casa. Appartamenti che vengono messi in vendita durano meno di venti minuti sul mercato, e molti giovani non possono accedere a un alloggio. La situazione in Spagna sta diventando insostenibile, mettendo in pericolo uno dei diritti fondamentali sanciti dall’articolo 47 della Costituzione spagnola, che dichiara che tutti gli spagnoli hanno il diritto di godere di un alloggio dignitoso e adeguato.
Una situazione che esperti come Fernando Cos-Gayón, direttore dell’Osservatorio dell’edilizia abitativa dell’Università Politecnica di Valencia, avvertono da anni. La fornitura si sta riducendo in modo allarmante e non sono state prese le misure adeguate. Gli appartamenti turistici hanno un impatto su alcuni quartieri, ma il problema è più ampio, coinvolgendo anche la conversione dei locali commerciali in abitazioni. Cos-Gayón fornisce chiavi per capire come risolvere la situazione: la necessità di creare urgentemente alloggi protetti con un prezzo di vendita massimo, aiutare i giovani con redditi bassi, riformare la legge sugli alloggi per proteggere i proprietari e le misure adottate da alcune Comunità autonome come Madrid, che ha sospeso le nuove licenze per gli appartamenti turistici.
Nelle altre regioni valenciane, come la provincia di Castellón, il 90% degli affitti non sono più destinati ad un uso abituale e permanente, ma hanno carattere temporaneo, secondo i dati degli agenti immobiliari. Nuria Marco, vicepresidente del Collegio API di Castellón, ha dichiarato al quotidiano El Mundo che “nella provincia siamo sempre più in contatto con sempre più aziende specializzate in affitti turistici che si offrono di gestire loro stesse l’affitto”. Marco ha sottolineato in particolare il caso della cittadina costiera di Benicasim, una delle più turistiche dell’intera provincia di Castellón: «Gli appartamenti si affittano durante i mesi invernali per un periodo, anche come locazione temporanea, e d’estate il prezzo triplica».
Il mercato immobiliare a Valencia richiede interventi urgenti e soluzioni a lungo termine. La collaborazione tra governo, comunità locali e proprietari è essenziale per affrontare la crisi e garantire il diritto a un alloggio dignitoso per tutti i cittadini.