Dopo un interminabile (per me) silenzio, resuscito a nuova vita: a un mese e mezzo dalla partenza per la Cambogia, finalmente ho qualche idea chiara in testa, un biglietto aereo in tasca e una sistemazione sicura per le prime settimane. A breve diventerò una italiana in Cambogia.

Avevo bisogno di un periodo di silenzio interiore per ascoltarmi e (possibilmente) avere intuizioni, periodo in cui ho riflettuto-studiato inglese-letto autobiografie e siti web per stare motivata-imparato a crearmi un blog su Word Press-tirato un sospiro di sollievo. Sono infatti in quest’ultima fase, ma mi viene il sospetto di essere solo all’inizio: l’avventura deve ancora cominciare, e sono già esausta. Il bello di buttarsi anima e corpo verso la felicità è anche la fatica che questo sottintende, e il rischio che ne sta alla base. Italiana in CambogiaL’esame Proficiency di Cambridge è stato sostenuto. Non so con quale risultato (lo saprò a luglio), ma intanto il mio obiettivo è stato raggiunto: portare a un livello avanzato la mia capacità di ascolto e comunicazione in lingua inglese. Ciò mi è costato un anno di studio intenso, ma è indispensabile farlo, se si vuole viaggiare per il mondo e con esso interagire, e farlo bene.

Intanto ho scoperto il libro di John Williams “Mollo tutto! E faccio solo quello che mi pare”, e da allora non sono più la stessa. L’ho divorato in un viaggio in treno di sette ore verso la Slovenia, e da allora è diventata la mia bibbia sul comodino. Avete bisogno di avere intuizioni in un momento in cui vi sentite bloccati? Prendete un treno, uno qualunque che vi porti lontano e senza compagni di viaggio, staccate il telefono per l’intero tragitto e leggete un libro che vi ispiri. Il libro di Williams è stata la mia scintilla, che mi ha poi fatta scoprire per caso (ma niente accade per caso) altri siti e testi interessanti per chi vuole partire e dare una svolta alla propria vita. Si sa che si trova ciò che si va cercando, e se si cercano parole di incoraggiamento per la propria partenza, è sicuro che le si troveranno. Io cercavo la prova che il mio buttarmi in qualcosa di nuovo non fosse una pazzia, e non mi sono più sentita sola, né matta. E’ la motivazione interiore a muovere il tutto, a portarci in una direzione piuttosto che in un’altra. Bisogna imparare – è questione di allenamento – a combattere quella voce interiore che cerca in tutti i modi di frenare i nostri desideri. Alimentata da genitori-amici-parenti-colleghi che cercano di convincerci che il posto fisso e una vita mediocre è il meglio che possiamo avere da questa vita, se le diamo ascolto è la fine. Ma che fatica ignorarla!

Il mio segreto? Ho attaccato questo cartello davanti alla mia scrivania: “When you’re doing the thing that you love, you contribute more to the world” (Marianne Cantwell – Free Range Humans). E se non sapete come tradurla, studiate finché non ci riuscirete! (e non barate con Google Translate). Non si può immaginare un futuro altrove senza avere lo strumento principale per tradurlo in realtà: la capacità di comunicare.

Ora devo andare a destreggiarmi (ahimè) nei meandri del mio futuro blog.

Alla prossima!

Elisabetta