Blog di Rossella, siciliana di 27 anni

La differenza fra cercare lavoro in Italia e cercarlo all’estero

La differenza fra cercare lavoro in Italia e cercarlo all’estero

Lauree, stage su stage, esperienze all’estero, esperienze in vari settori, formazione continua, aggiornamento, pratica di qua e pratica di là, dal Sud ci si trasferisce al Nord, poi dal Nord all’estero. Non è più chiaro quale sia la migliore carta da giocare in Italia per proporsi al mondo del lavoro. Serve tutto questo, insieme alla pretesa di dover essere contemporaneamente giovanissimi. 

E’ richiesta flessibilità e poi invece questa, nella realtà, rema contro perché letta come instabilità, incapacità di adattamento (quando, possibilmente, una persona ha dovuto costantemente cambiare lavoro perché è scaduto il contratto e non perché lo abbia lasciato volontariamente). Allora si studia come creare un buon CV, sia nella forma che nei contenuti, un’ampia letteratura spiega come ci si debba comportare durante un colloquio, cosa dire e cosa non dire, cosa fare e cosa non fare. Spesso manca l’opportunità o quelle rare volte in cui questa si presenta, chissà perché manca comunque un quid, quel fattore X, chiamatelo come volete.

Vivere un’esperienza all’estero ti cambia la vita

Vivere un’esperienza all’estero ti cambia la vita

Di tanto in tanto mi piace aprire il famoso cassetto dei ricordi per far respirare le decine e decine di scatti con i quali ho immortalato i luoghi in cui ho vissuto al di fuori dell’amato Stivale. Mentre sfoglio gli album, ripercorro con la mente le difficoltà dei primi tempi, una per una (sappiatelo, all’inizio non è una passeggiata!). Tutte hanno avuto un loro perché e anche se magari alcuni preferiscono gettare nel dimenticatoio gli eventi che li hanno resi fragili, io invece sono stata grata alle prime giornate di vita vissute all’estero, alle scomodità degli ostelli, alle parole straniere inizialmente non comprese, al cibo non sempre consumato con gusto, al clima non sempre clemente, ai rapporti sociali non sempre facili da costruire, alle prime giornate non esattamente perfette ed esaltanti! Ma  la cosa sorprendente è che questi ostacoli non sono per niente impressi nelle mie foto; anche a volerli cercare con una lente d’ingrandimento, non si vedono! Emergono soltanto i miei sorrisi, un paio d’occhi pieni di luce e un’espressione distesa e naturale, tipica di chi sentiva di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Meglio di niente

Meglio di niente

Chi si accontenta gode, quante volte ci siamo sentiti dire questa frase. La verità per me invece è chi si accontenta gode solo a metà. Molti ragazzi (e non), oramai, si accontentano di una situazione che non li soddisfa, rassegnandosi al “di più non posso avere”. E allora ci chiediamo se sia giusto accontentarsi di quel poco che la vita ci regala o é meglio rischiare il tutto per tutto e cercare di esaudire i propri sogni. Per la serie “chi si accontenta gode solo a metà”.

Quando sogno e realtá si scontrano, la scelta diventa dolorosa

Quando sogno e realtá si scontrano, la scelta diventa dolorosa

Vi siete mai chiesti se a volte è meglio il sogno o la realtà? Io sì. Nella vita a volte capita di conquistare delle certezze o situazioni che spacciamo per tali. E le certezze ci fanno stare bene, ci fanno sentire sicuri. Ma una cosa è la sicurezza ed un’altra è la realizzazione di un sogno. E quando il realizzare un sogno si scontra con la certezza che ti sei conquistato nel tempo…la scelta diventa dolorosa. 

Leggiamo questo nuovo post di Rossella che ci racconta la storia di un suo caro amico che si è trovato a dover decidere se accettare una nuova entusiasmante sfida che rappresentava il suo sogno oppure tenersi le certezze conquistate con fatica fino a quel momento. Molti forse si ritroveranno in questo racconto.

Un’esperienza all’estero non è mai un fallimento, ma farlo capire a chi resta a casa non è facile

Un’esperienza all’estero non è mai un fallimento, ma farlo capire a chi resta a casa non è facile

Fare un’esperienza all’estero non è mai un fallimento, ma non sempre è facile farlo capire a chi un’esperienza del genere non l’ha mai fatta. Ed è ciò che sta succedendo alla nostra amica Rossella. La sua avventura a Bruxelles non è andata come sperava e gli amici rimasti a casa la stanno giudicando “te l’avevamo detto che non sarebbe servito a niente”, “te l’avevamo detto che avresti solo buttato via soldi e tempo” e altre frasi del genere. Ma Rossella non ci sta e vuole condividere con noi tutta la sua rabbia. Un’esperienza all’estero è sempre importante nella crescita di una persona, che sia lavorativamente proficua o meno non cambia molto. E, come spesso capita, chi giudica è colui che quel coraggio di fare quella esperienza non lo ha mai avuto. Forza Rossella!

Sono appena partita e tutto mi sembra difficile

Sono appena partita e tutto mi sembra difficile

Non ho ancora trovato un lavoro né una fissa dimora, ma voglio fare subito qualcosa per non smettere di sognare. Dall’Italia si preoccupano in tanti, tutti i santi giorni mi viene chiesto come faccia a mantenere una “certa lucidità” nonostante le difficoltà che, chiaramente non mancano. A loro rispondo che non esistono difficoltà che non abbia già riscontrato in Italia, cambia soltanto la lingua in cui vanno affrontate! Un po’ in francese, un po’ in inglese, un po’ con frasi mistilingue e si risolve tutto!

E’ ora di mettersi in gioco…si parte!!!

E’ ora di mettersi in gioco…si parte!!!

E’ tempo di fare la valigia, il momento della partenza per l’estero! Segno di una nuova vita che attende, scalpitante, di essere presa al volo e vissuta appieno, con i suoi se e i suoi ma, e soprattutto con le sorprese che vorrà riservarmi, con le nuove persone che che incroceranno il mio cammino e l’esperienza, in sé unica, di rimettermi in gioco in una realtà sconosciuta, diversa e proprio per questi motivi ancora più stimolante.

Ecco l’angoscia del “Ma che sto facendo? Sono una pazza a voler partire?”

Ecco l’angoscia del “Ma che sto facendo? Sono una pazza a voler partire?”

La paura di trasferirsi all’estero è arrivata puntuale. Ecco, sapevo che sarebbe arrivato lui, il momento del “ma che cavolo sto facendo”? Anzi, a dire il vero è venuto spesso a farmi visita in questi giorni, taciturno ma comunque presente. Per certi versi, come dargli torto: le mie uniche sicurezze, al momento, restano un codice Ryanair ed una prenotazione su Hostelworld. Un volo di sola andata ed un tetto che mi proteggerà dal freddo soltanto per alcuni giorni.

Sto costruendo un nuovo sogno chiamato Bruxelles

Sto costruendo un nuovo sogno chiamato Bruxelles

Quella di oggi non è una mattina come tutte le altre, tipo una di quelle mattine in cui mi sveglio con lo stesso pensiero che non mi lascia in pace da mesi e senza un progetto concreto tra le mani.

Stamattina il giorno ha tutto un altro sapore: il pensiero fisso non è cambiato ma un progetto ce l’ho! Questo mi serve per osservare le cose da un’altra prospettiva e, pur essendo ancora incerte e poco definite, posso comunque investirvi tutte le mie energie per renderle più nitide.

Voglio andarmene dall’Italia, ma non so in quale nazione andare

Voglio andarmene dall’Italia, ma non so in quale nazione andare

Voglio scappare dall’Italia, ma non so dove andare. Questo periodo della mia vita è molto dinamico, pur nella sua staticità. Sto conoscendo tantissime persone in mobilità che vivono la mia stessa situazione, condividono i miei stessi sogni e soprattutto camminiamo con la stessa identica voglia, quella di guardare oltre la siepe. Non ci si conosce, eppure ci si scambia consigli come se fossimo amici, ci si apre all’altro senza filtri ricambiando la stessa disponibilità di ascolto che si riceve. Siamo davvero tanti e questo, in un certo senso, mi fa sentire più forte e determinata.