Per quanto possa essere difficile mollare la cima, spiegare le vele e lasciare il porto sicuro, ancora più difficile è fare rientro in quel porto che ti ha sempre accolta e protetta amorevolmente, non facendoti mancare mai nulla.

 

E’ una sensazione strana, improvvisamente ti senti estranea, disorientata, diversa. Gli altri, nel frattempo, sono andati avanti senza di te e tu, in un altro Paese, hai fatto la stessa cosa. Il problema nasce quando si incrociano i racconti e ti accorgi che corri più degli altri, che hai molto più da raccontare ma soprattutto non sempre gli altri riescono a cogliere la vera essenza dell’esperienza che vuoi condividere attraverso il tuo racconto. Il motivo non è lo scarso interesse, piuttosto il non voler scorgere e accettare il tuo cambiamento, ammettere che ti trovano diversa, il dover ammettere che quel viaggio non è stato inutile e che in fondo avevi ragione tu a volerci provare!

 

Contrastare i “te l’avevo detto” è una battaglia persa, specie quando a pronunciare queste parole sono le persone che fanno della paura la propria fedele compagna di vita, rinunciando anche al minimo tentativo di sperimentare una vita nuova e sempre diversa. A volte però sei fortunata, ti ritrovi a parlare con un’amica che non vedevi da tempo e dopo una lunga chiacchierata fatta di aneddoti e risate, poggi la testa sul cuscino e ricevi questo suo messaggio “Ciao Ro, volevo ringraziarti per oggi, sei una persona ricca di esperienze, sii sempre orgogliosa di questo e vai avanti!”.

 

Nonostante la mia avventura bruxellese non abbia prodotto i frutti che speravo, una cara amica mi faceva notare quanto invece sia tornata ricca da quell’esperienza e per questo motivo devo esserne orgogliosa. Non ho raggiunto l’obiettivo prefissato ma di contro ne ho raggiunti altri cento che non avevo considerato e che oggi, a distanza di mesi, mi fanno sentire una persona più sicura e più forte. Fare un salto nel vuoto è sì un rischio al quale temiamo di esporci ma anche una rara opportunità che si concede a se stessi per crescere e migliorarsi, aspetti spesso sottovalutati ma che di fatto sono i veri tasselli che fanno la differenza.  Da ciascuna giornata trascorsa a Bruxelles ho cercato di imparare qualcosa di nuovo. Le persone che ho incontrato sono state importanti punti di riferimento, hanno rappresentato una piccola e calorosa famiglia che mi ha colmata di affetto. Ricordo anche le prime giornate, le più dure e deprimenti, quando a farmi compagnia c’erano un cielo costantemente grigio ed un’interminabile e fastidiosa pioggia. Rifarei questo passo altre mille volte! Un viaggio che non mi ha fatto trovare ciò che sognavo ma qualcosa di più!