Passate le preoccupazioni di default dei primi giorni, vivo queste mie giornate a Bruxelles come un’avventura e questo è già un profondo cambiamento nella mia persona, un cambiamento che fino a pochi mesi fa non sognavo neanche potesse manifestarsi! Le persone che mi conoscono bene, infatti, si meravigliano: “Come hai fatto? Tu che hai sempre voluto programmare la tua vita e avere tutto sotto controllo!” Beh, guardandomi indietro penso che fosse l’errore più grande che potessi commettere, perché mentre programmavo la mia vita, (o almeno ci provavo), intanto il tempo scorreva senza aspettarmi. E’ proprio così, arriva quel momento nella vita in cui le situazioni vanno prese di petto, senza porsi troppe domande su come andrà o non andrà, questo è tutto tempo guadagnato e non sprecato.

Sì, ci sono le giornate storte, le giornate in cui rientro completamente fradicia dalla testa ai piedi e il mio giubbotto rimane zuppo per giorni visto che le case qui sono terribilmente fredde! Ci sono giornate in cui spendo soldi inutilmente, quelle  in cui in preda all’ansia vorrei ritornare a casa. Poi, però ci sono le giornate più belle, quelle in cui scopro le meraviglie della città che mi ospita, quelle in cui mi lascio coinvolgere dallo spirito attivo della gente che vive qui, quelle in cui partecipo come volontaria agli eventi culturali per dare una mano allo staff e conoscere persone nuove, fare rete è fondamentale!

Questo periodo della mia vita si chiama “correre”: corro da una parte all’altra della città per cercar lavoro, casa, contatti, informazioni. Ogni giorno segno sulla mia mappa, ormai logora, i luoghi in cui devo recarmi e rientro a casa contenta, con in tasca altre novità! Anche qui è difficile trovar lavoro, la quantità di immigrati è notevole, qualche giorno fa entrai in un negozio di abbigliamento e prima di me c’erano altre 20 ragazze in coda per consegnare il cv, ma potrei riportarvi tanti altri esempi.

Tanti mi chiedono cosa mi faccia andare avanti senza scoraggiarmi o come non abbia ancora rifatto la valigia per tornare a casuccia. “Risparmieresti soldi, avresti un tetto sicuro, tanto affetto che ti circonda”. E del tempo che sto investendo qui cosa ne faccio? Lo butto? Chi me lo ridà indietro? Un lavoro potrà farmi recuperare le spese ma sicuramente il tempo non mi verrà restituito! Torno a casa per riempirlo di cosa? Di preoccupazioni per il mio futuro? Quella valigia che ho preparato settimane fa rappresenta un sogno, probabilmente troppo grande per essere realizzato ma rimane il MIO sogno e ho una grossa responsabilità, quella di fare tutto il possibile, dare il meglio di me per provare a farlo diventare realtà. Quando avrò esaurito le energie, le finanze e giocato tutte le carte, soltanto allora valuterò l’idea di riporlo in valigia. E anche in quel caso non mi sentirei per nulla sconfitta, ho ritrovato quello spirito libero capace di abbattere quelli che sembravano ostacoli insuperabili.

“Strano come spesso basti un viaggio, pochi grammi di coraggio…”