Blog degli italiani che vogliono partire

Patente internazionale, si’ o no?

Tra le migliaia di cose da fare e a cui pensare in vista della partenza c’è da aggiungere “il dilemma patente internazionale”. E da qui il caos più totale… Su internet si trovano informazioni di ogni tipo, a volte contrastanti (ma serve o non serve???) ed io non ci capisco una mazza! L’ambasciata dice una cosa, l’agenzia un’altra e le community… non ne parliamo! Cercherò di riassumere in breve le 3 conclusioni alla quale sono giunta:

1) SERVE. Quindi richiedete la patente internazionale presso gli uffici della Motorizzazione Civile; sostanzialmente consiste in una traduzione in inglese della patente originale, costo pari a € 38,24 (un bollettino da € 14,62 + un bollettino da 9,00 € + una marca da bollo da € 14,62 ).

Ho ottenuto il visto!!!

Una delle cose che mi da più soddisfazione in questo periodo di transizione, è parlare con la gente che vedo solitamente nella mia vita quotidiana che è ancora IGNARA di ciò che mi accingo a creare… Diciamolo è un po’ da stronzi annuire a quello che dicono pensando nella mia mente:”Guarda potresti dirmi qualunque cosa che sono impermeabilizzata, mi scivola addosso tutto, tanto tra 3 mesi non sarò più qui”; pregusto già il momento in cui sarà pubblica la notizia…  Soprattutto da quando ho fatto il nuovo passo avanti: il visto. Ore 22.30 del 07/06 iniziamo a compilare il modulo di richiesta della WHV sul sito del governo Australiano, rigorosamente in inglese (ecco qua il link per richiedere il Working Holiday VISA). La richiesta è semplicissima: a parte i dati anagrafici ed il numero di passaporto, bisogna rispondere ad alcune domande con sì oppure no, direi da bambini dell’asilo.

Le cose succedono, se tu lo vuoi

E’ inutile, le cose succedono perché tu le fai succedere.

Quando ci mettiamo in testa una cosa succede sempre che tutto ruota intorno a quella cosa e stranamente escono da tutti i buchi i nomi, i fatti, le notizie su quella cosa. Quando cominci a muoverti, tutto si muove intorno a te.

Sembra che il mio corso di Spagnolo resista, mi piace moltissimo, mi dà soddisfazioni e cerco di migliorarmi ogni giorno.

Stiamo apprendendo più notizie possibili dall’ isola dell’eterna primavera: Fuerteventura.

Ebbene sì, da quel lontano 24 Aprile, quando siamo tornati, non ce ne siamo dimenticati più.

Il lavoro, si sa, è un tasto dolente qui come in Spagna e anche le Canarie non se ne tirano fuori… ma noi abbiamo un contatto molto importante che ci fa sperare di partire con un lavoro già in loco.

State attenti alle truffe in Australia

 

Serena e Wilmer si sono imbattuti in una truffa vera e propria. La classica truffa che gira in Australia del “ecco le foto nostre e dell’appartamento, al momento non siamo in Australia, appena ci pagate il deposito vi inviamo le chiavi. Mi raccomando trattatelo bene :)” o email simili. Per fortuna sono riusciti ad evitarla in tempo, ma state tutti molto attenti. Se volete affittare una stanza prima di partire, e’ meglio affidarsi ad un’agenzia seria per i primi 2/3 mesi, poi una volta che siete sul posto potete cercare altre case sui vari siti, ma dovete sempre visitarle prima!!

E’ matematico. L’universo mi sta inviando segnali… E’ tutto così facile, una volta che hai capito quale strada imboccare, tutto gira intono a quello e ogni giorno ricevi conferma che sì, stai facendo la cosa giusta! E allora… Apri il giornale casualmente e l’articolo in quella pagina parla di una festa medioevale vicino a Brisbane a luglio… Incontri gente che è stata in Australia e ti racconta tutto della loro esperienza, accadono fatti nella tua vita che ti portano a rafforzare la tua scelta.

Quando il dubbio bussa alla porta

 

17 Giugno 2012. Mancano 160 giorni all’alba del mio giorno migliore.

Potessi realmente interloquire con voi in questo momento, sicuramente vi metterei sul piatto una bella frase fatta, uno stereotipo…non avendo però questa opportunità, decido da me e tra la notizia buona e quella cattiva ritengo che addolcire la pillola, prima, è sempre la scelta migliore.

Senza fare troppo la misteriosa ( un po’ però è inevitabile, sono pur sempre una donna 😛 ), condivido con voi la gioiosa novella: entro il 16 Maggio 2013 devo mettere piede nella terra dei canguri! Ebbene si, al Governo Australiano non dispiace che io faccia una visitina e mi è stato gentilmente, ma soprattutto celermente, concesso il Workig Holiday Visa…così è deciso dunque.

Passiamo ora all’altra “questione”.

Il mio sogno sta prendendo forma

 

30 Maggio 2012

Questa è sicuramente una tra le prime date clou (e ne seguranno molte altre presumo) del nostro percorso che ci porta alla partenza… Oggi ho finalmente toccato con mano il mio primo passaporto! Sensazione immediata: euforia! Che si è aggiunta a quella che già scorreva nelle mie vene… Sì perchè ce l’ho fatta: ho chiesto una aspettativa al lavoro e l’ho ottenuta! Era uno dei punti salienti che mi crucciava di più di tutta la faccenda ed invece è stato facilissimo! ho colto al volo l’occasione di una leggera discussione sulla crisi in Italia ecc ecc e track ce l’ho infilata dentro con noncuranza….:”A proposito di crisi, io vorrei chiedere un’aspettativa…” con molta nonchalance… Easy……………(quello che dico a Gaia quando aumenta troppo il passo: easyyyy easyyy).

Qui stiamo regredendo. Quanti dubbi in testa…

 

Qui stiamo regredendo, ve lo dico.

Adesso mi sembra che Berlino sia un ex sogno lontano anni luce, sembra quasi che, come è successo alcune volte nel corso della mia vita, mi basti arrivare ad un attimo dalla “gloria” per esser soddisfatta, arrivo lì, vedo uno spiraglio, sento che ce la posso fare e poi basta, fine lì.

E’ possibile? Sono così? Ma che schifo, dai, non ci sto.

Mi è successo all’Accademia di Belle Arti, c’era la possibilità di partire per l’Erasmus: Bilbao.  La adoravo Bilbao, per il Guggenheim e per le lezioni affascinanti che seguivo con il prof di architettura.

Insomma già allora “volavo” all’estero.. quindi ho consegnato tutti i documenti necessari e son rimasta in attesa.

E’ arrivata la risposta: positiva.

Dopodichè una escalation di dubbi: “ma dai non posso mollare la scuola di danza proprio adesso ( ora che non ballo saranno 10 anni), ma dai non posso mollare il lavoro estivo, che mi ci trovo così bene ( da allora ho cambiato venti lavori, grazie a Dio) ma dai poi …bla bla..” ce l’avevo quasi fatta, quasi.

Passaporto dreaming

E’ pazzesco quanto la burocrazia renda schiava la nostra vita… Non ce ne rendiamo conto ma tutta la nostra esistenza sembra tesa a ricordarci di pagare la tal bolletta o di risolvere il nuovo rompicapo burocratico. Sembra fatto apposta per non permetterci di pensare liberamente essendo la nostra mente sempre piena di problemi da risolvere. Abbiamo già parlato in un post precedente quanto ci sembri assurdo che per viaggiare da una terra all’altra serva un permesso e questo fatto di dover chiedere sempre ad una autorità superiore qualsiasi cosa uno faccia, ci sta facendo diventare veramente insofferenti… Ma perchè devo avere un passaporto? Perchè devo avere una carta d’identità? Perchè devo avere una residenza? Per far si’ che io sia controllata in tutto e per tutto…

A un mese e mezzo dalla partenza per la Cambogia

Dopo un interminabile (per me) silenzio, resuscito a nuova vita: a un mese e mezzo dalla partenza per la Cambogia, finalmente ho qualche idea chiara in testa, un biglietto aereo in tasca e una sistemazione sicura per le prime settimane. Avevo bisogno di un periodo di silenzio interiore per ascoltarmi e (possibilmente) avere intuizioni, periodo in cui ho riflettuto-studiato inglese-letto autobiografie e siti web per stare motivata-imparato a crearmi un blog su Word Press-tirato un sospiro di sollievo. Sono infatti in quest’ultima fase, ma mi viene il sospetto di essere solo all’inizio: l’avventura deve ancora cominciare, e sono già esausta. Il bello di buttarsi anima e corpo verso la felicità è anche la fatica che questo sottintende, e il rischio che ne sta alla base. 

Il mio sfogo verso l’Italia

Bene bene bene… Anzi male male maleee!!! Letteralmente… Nel senso che un muletto è passato sopra il mio piede, sai com’è no?!? Cose che capitano, transitava giusto proprio di lì…. ma sto bene! E soprattutto l’arto è tutto intero! Che sollievo quando, dopo aver tolto lo stivale, ho constatato che il piede c’è tutto, compreso il mio amato pollicione, non l’ho mai amato così tanto come oggi!!! E voi direte: e adesso il progetto Australia salta? E invece nenache un muletto di 50 q potrà fermarci! Yeah! Anzi, poichè sono immobilizzata tra divano e letto, a parte immedesimarmi nella fauna Australiana saltando su di un piede come una cangura quando devo spostarmi, ho tutto il tempo necessario per continuare le nostre ricerche. Secondo me è un aspetto da non sottovalutare per chi vuole andare a vivere all’estero, per questo sto leggendo il più possibile tutto ciò che riguarda la nostra meta. Ovviamente è una mia opinione, c’è chi parte alla sperindio e gli va tutto benissimo; in genere se hai a tua disposizione un alto budget da spendere VA per forza tutto bene. Noi no, e per questo stiamo valutando varie soluzioni per capire quale sarebbe la migliore.